I „Colloqui di Biel“, un esperimento inedito

I „Colloqui di Biel“ sono un paradosso: si incontra gente che scrive, ma si parla; gli autori diventano parte del pubblico e chi scrive ascolta quello che i traduttori hanno da dire in quanto lettori che leggono qualcosa in modo diverso – e questo in due lingue. Nel corso di un inedito esperimento i contrari si uniscono in un unico progetto letterario. Diversamente dai lettori comuni, o anche dai redattori di case editrici, dai critici o dagli studiosi di letteratura, un traduttore non vede in un testo solo un prodotto finito, qualcosa di concluso, da criticare o da lodare; per un traduttore un testo è al tempo stesso qualcosa che deve ricominciare di nuovo, e inoltre un compito da portare a termine. Nelle discussioni intorno a un testo tra chi scrive e chi traduce si chiude un’altra volta il cerchio della sua creazione, così che anche per l’autore si rende possibile un nuovo incontro con il proprio prodotto letterario. Attraverso lo scambio di opinioni tra gli autori e i traduttori e attraverso il confronto tra i testi e le loro immagini rimandate dallo specchio delle altre lingue nascono, nel vero senso della parola, delle riflessioni. Ne derivano interessanti connessioni e nuove prospettive, difficilmente immaginabili con tale intensità al di fuori di questo esperimento. E forse magari a qualcuno verranno delle idee brillanti!